Archive for the ‘history’ Category

Via, Via. Vieni via cone me

gennaio 7, 2009

i condòmini sbattono le tovaglie, sventolano le vesti, svuotano le tasche e i cassetti. tutti affacciati alle finestre. la roba scende in cortile, 660 chili, il 900% di più dell’anno scorso. lo dice anche la tv, il giornale ed emilio fido. cade a fiocchi, non è mica neve. ma è bianca, bianca, bianca. “però guarda che non è neve”. gli acquirenti del bar latino americano accorrono e si riparano sotto gli archi. come spaventati di questa pioggia dalle proporzioni bibliche. e quando ti aspetteresti che alzino il mento, aprano la bocca per ingoiare tutto, questi si stringono nelle spalle, infreddoliti e scoprono che è acqua.

milano, 1985

milano, 1985

oggi è scesa tutta nel cortile. pia ordina al “pulitore” di aprire un varco in cortile. come mosè, solo uno, per far transitare il popolo. dall’entrata fino alla porta che dà alla galleria. riempio quello spazio con la mia auto nera. fuma sotto i chicchi scesi dalle finestre.

la mia auto è piena di tutti i ricordi, dei libri e degli oggetti che ho utilizzato in viale bligny. lo stretto indispensabile, neanche un mobile. sento anche io freddo, ma il trasloco da solo mette caldo, fa sudare.

mi guardano senza interesse. il vecchio travestito nel suo cappotto nero elegante mi guarda un attimo, passa sulla coltre bianca e i suoi piedi sprofondano. ammira la grattuggiata piovuta dall’alto e oltrepassa la galleria verso l’uscita. lo sguardo malinconico.
la grande puttana del Volo mi manda a quel paese, perché ho riempito l’unico spazio spalato. ha la voce da uomo ma è la gran femmina del palazzo. sempre in pelliccia, anche il cappello era un bell’animale. gli occhiali spessi, trasparenti, come i suoi collant. infine, mi saluta.

ripulisco casa. lascio il vecchio regalo, una tavola in legno per le sedute spiritiche. leggo su interniet che la cosa che tutti chiamano “neve” ha appena ucciso una persona in pieno centro, qua vicino. una tettoia troppo carica.

esco dal varco. pia mi fa gli auguri e mi chiede di non ricambiare. tutti gli egiziani glieli hanno già fatti per la Befana. “che coglioni”.

ride e mi bacia.

vado via.

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L’acqua, prima di tutto

giugno 7, 2008

Il primo giorno che gli parlo, il proprietario di casa mi dice: «qui dentro ci sono 213 monolocali, c’è a chi è andata peggio di lei».
Mi chiedo cosa voglia dire, il mio appartamento è un piccolo santuario rispettabile e ha una certa grazia.

© striatic

Poi prende la bolletta delle spese condominiali e si ferma sui numeri dell’acqua. Facciamo tre calcoli sui consumi e il proprietario (nonché amministratore) dello stabile continua: «Con questi dati sull’acqua, qui dentro ci saranno grosso modo mille persone». Io conto sulle dita, faccio semplici operazioni. 1000 persone : 213 monolocali = 4, quasi 5.
Io vivo da solo nel mio monolocale, nel resto dell’abitato ho intravito altri inquietanti personaggi che vivono in solitaria. Ma negli altri? 5 o 6 desperados ad appartamento.
Inizio a pensare che una formica regina nera covi qui, da qualche parte, forse nell’unico spazio più grande di un bilocale in viale Bligny 42, piccole larve d’uomo con la pelle olivastra.

42 motivi per uscirne

aprile 16, 2008

ma bastano 2 per viverci.

1. sei a 1,5 km a volo d’uccello dal duomo
2. paghi 400 euri. all inclusive.

Visualizzazione ingrandita della mappa

tutte le altre stronzate sull’ebbrezza della vita al limite, lo spaccio di tutte le sostanze immaginabili, il terrorismo, la galleria d’arte Emi Fontana, le vecchiazze col cazzo e la stanzetta di Cattelan, sono cose che quando entri, sei sicuro che non ti sfioreranno. invece.

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