Astrologia e caffeina

ricomincio1

Un altro tentativo prima di scendere dal letto e mettere su il caffè. Un’altra prova che va vuoto.
Sono ancora sdraiato, in orbita tra lenzuola che sembrano più lunghe degli anelli di Saturno. Non vedo via d’uscita tra il bianco del mio letto che nel buio della stanza riluce un opaco bagliore, proveniente da sotto la porta. Sento il mio corpo palpitare, gettare effluvi di sudore e tossine. Immagino sotto la mia schiena lucida, sul materasso, tante sindoni impresse dai liquidi corporei danzare al ritmo delle mie pulsazioni.
La luce sotto la finestra scorre sottile come una lama in cerca di gole, odora di pesce, birra e spazzatura lasciata marcire da giorni sul pianerottolo. Immagino tante piccole figure danzare dentro quella luce, farsi una doccia di miasmi nauseabondi e proiettare le loro ombre in movimento sulle mie lenzuola. Ora ballano, ora sollevano bottiglie di birra a semiarco nell’aria, gozzovigliano e versano liquami neri nei loro gargarozzi assetati.
La mia vicina di appartamento chiude così la sua notte di lavoro, corrispondente all’inizio del mio giorno che non vedrò dalle mie pupille, ma attraverso un velo di bianco torpore.
Mi alzo, lo faccio sul serio. Non sopporto l’idea che ballerini tarchiati, affamati d’ombra e sudore altrui mi si attorciglino lungo gli arti, risucchiando le mie ultime forze. Resta solo la volontà di alzarmi. Prima che lo faccia il mio istinto omicida.
Delle leggere vibrazioni serpeggiano da sotto la porta e si sparpagliano nella stanza quando spalanco la finestra e mando un sonoro “vaffanculo” al freddo mattino primaverile. Sbaglio direzione, dovevo farlo dal verso della porta, dopo averla aperta: ruotare a ore 2 e, attraversato il pianerottolo per un metro appena, bussare alla porta della vicina. Poi urlare: “Affanculo puttana!” Ma il verso mi esce come catarro, prima del dovuto. Sicché credo di non avere le energie per ripeterlo. L’insulto non arriva né mai verrà ascoltato dall’alacre vicina di casa. Come una nuvoletta di vapore che si congela nell’aria fredda. Non avevo mai assistito a un festino in dialetto peruviano, tantomeno avevo mai avuto l’onore di trovarmelo nel monolocale di fianco. Il mal di testa mi esce con una lacrima rossa dagli occhi, quando sento qualcosa di turgido, granuloso, spuntarmi sotto la mandibola, all’attaccatura con il muscolo collo.

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2 Risposte to “Astrologia e caffeina”

  1. davide musso Says:

    ciao, mi piace il tuo blog. hai una mail alla quale possa scriverti?

  2. G. Says:

    Nostalgia?

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