Di ritorno

Quando sono tornato, Pia non c’era. Era in vacanza. Poi lunedì mattina è riapparsa.
Non volevo credere che anche le portinaie andassero in vacanza. Non quelle come lei, non le guardiane.
Invece eccola, rinfrescata, coi capelli bagnati e ravviati all’indietro, lucidi. Gli occhi spalancati e iniettati di verde gramigna, come sempre.

Mi chiede come mai non sono andato in vacanza e le rispondo che si sbaglia, ma di molto poco. Purtoppo.

Al suo posto, durante la sua assenza, c’erano altre due signore “bionde”. Come lei, dietro la portineria, o in avanscoperta sotto l’arco ingolfato di figuri loschi, marroncini o entrambe le cose. Che è la regola, di solito. Una è bionda tinta, l’altra talmente bianca in testa – e con labbra collassate per l’assenza denti – che non avrei saputo dire se in passato fosse stata un vero caschetto paglierino, ma vorrei pensare di sì.

Quest’estate Pia è stata in vacanza dalla sorella. Su una splendida isola del Tirreno (vedi sopra). Ha mandato una cartolina che le sue sostitute hanno appiccicato sul vetro delle affissioni e lei ha levato un po’ imbarazzata mentre gliela facevo notare, divertito. C’era scritto: “Vi ho pure trovato un lavoro! Cosa rompete ancora le P…”

Pia oggi era onnipresente. Con tanto lavoro in arretrato, eppure marziale e ruspante per istinto come e più del solito. Ha fatto un giro serale dei primi piani e sbraitato ad alcune finestre, con quel richiamo rauco che sembrava rubato a un rubinetto scassato che borbotta. Per la solita storia degli inquilini in arretrato coi pagamenti, per le lamentele continue di vicini insonni. Ha smosso le acque, fredda come un picciotto in ricognizione. Consapevole in realtà di non avere smosso nulla.
“Sali Pia, sali…”, fanno questi, le voci zuccherate e senza affacciarsi dai balconi.
“No, stavolta non salgo”.
Credo di sentire anche un “cazzi vostri”. Ma forse me lo sogno.
Così ritorna in postazione, sotto l’arcata tetra, senza dare segno di muovere piedi e gambe. Portata da un tapis roulant invisibile, è l’imperatrice di Guerre Stellari col vestito giallo a fantasia floreale. Scorre verso il riposo, e la vendetta silenziosa.
Tornerà, e sempre meno loquace.

Difficile lavorare e vivere qui dentro, allo stesso tempo.
Deve piacerti, in qualce modo.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: