L’acqua, prima di tutto

Il primo giorno che gli parlo, il proprietario di casa mi dice: «qui dentro ci sono 213 monolocali, c’è a chi è andata peggio di lei».
Mi chiedo cosa voglia dire, il mio appartamento è un piccolo santuario rispettabile e ha una certa grazia.

© striatic

Poi prende la bolletta delle spese condominiali e si ferma sui numeri dell’acqua. Facciamo tre calcoli sui consumi e il proprietario (nonché amministratore) dello stabile continua: «Con questi dati sull’acqua, qui dentro ci saranno grosso modo mille persone». Io conto sulle dita, faccio semplici operazioni. 1000 persone : 213 monolocali = 4, quasi 5.
Io vivo da solo nel mio monolocale, nel resto dell’abitato ho intravito altri inquietanti personaggi che vivono in solitaria. Ma negli altri? 5 o 6 desperados ad appartamento.
Inizio a pensare che una formica regina nera covi qui, da qualche parte, forse nell’unico spazio più grande di un bilocale in viale Bligny 42, piccole larve d’uomo con la pelle olivastra.

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